Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni. Utilizzando il nostro sito, l'utente accetta che possiamo mettere questi tipi di cookies sul vostro dispositivo.

    Leggi Privacy Policy

    View e-Privacy Directive Documents

Andrea Lilli Contemporaneo

Home / Il Lilio d’Ancona
A+ R A-

Il Lilio d’Ancona

E-mail Stampa PDF
Andrea Lilli Ancona, 1570 ca – Roma, post 1631

Di Andrea Lilli (o, latinizzando, Lilio) non si conosce la data di nascita che è stata fissata arbitrariamente, basandosi sulla notizia del Baglione che lo dice morto a cinquantacinque anni, e su di un'inconsistente tradizione tarda raccolta dal Ricci che fissa questa data di morte al 1610, al 1555.

Ma se Baglione poteva essere generico e non documentato per la data di morte (e questo capita in più casi nelle sue Le Vite de' pittori, scultori, architetti, ed intagliatori, dal pontificato di Gregorio XIII del 1572, fino ai tempi di Papa Urbano VIII nel 1642), non c'è ragione di credere che lo fosse per quanto riguarda la nascita del pittore, tanto più che Baglione stesso, giovanissimo, aveva lavorato accanto al Lilli nella Scala Santa, nel Palazzo Lateranense e nella Biblioteca Sistina. Ora, Baglione dice esplicitamente che Lilli venne a Roma all'epoca di Sisto V "giovinetto", e quindi la data di nascita del pittore va posta per lo meno una quindicina d'anni dopo quella indicata dalle fonti ottocentesche, e cioè intorno al 1570.

Da prime ricerche documentarie fatte ad Ancona, sappiamo ora che Andrea era figlio di un Vincenzo Lilli e apparteneva con tutta probabilità al ceto dei commercianti e artigiani. Con Ancona Lilli deve aver mantenuto legami soprattutto negli anni giovanili; poi, la mancanza di ulteriori notizie a partire dal 1611, anno in cui Andrea è in Ancona e mette in affitto una casa di sua proprietà, e il corrispettivo infittirsi di presenze all'Accademia di San Luca, autorizza a pensare che da quel momento in poi Lilli sia vissuto pressoché stabilmente a Roma. Questo d'altronde è comprovato, al di là della continua menzione del pittore negli archivi romani nel 1619 in poi, dalle opere stesse rimasteci: non a caso il maggior numero dei dipinti del Lilli presente nelle Marche risale al primo decennio del secolo e cioè al periodo in cui Lilli non compare a Roma (per l'esattezza dal 1603, anno in cui è ancora Segretario di San Luca) e analogamente il nucleo precedente di dipinto marchigiani, più o meno riconducibili agli ultimi anni '90, coincide con un periodo in cui il pittore non è registrato a Roma.

Gli inizi del secolo vedono Andrei all'apice della sua attività, contemporaneamente impegnato sul fronte romano e in quello marchigiano, mentre subito dopo il pittore deve essersi fermato nelle Marche, dove è sicuramente ancora agli inizi del secondo decennio. Da questo momento in poi la sua attività pittorica si fa molto più sporadica, l'artista risulta solamente a Roma, dove peraltro appare occupato pressoché esclusivamente nell'attività grafica.

Quanto alla data di morte del pittore, essa è quella che ha riservato maggiori sorprese. Infatti la già citata e arbitraria data del 1610 su cui si è adagiata concorde la critica, e che sembrava venire confermata dalla mancanza di opere del pittore dopo quel termine, ha subito un inopinato salto in avanti con la scoperta della data 1631, rivelatasi originale, nel dipinto "Il Crocifisso tra San Carlo Borromeo e Sant'Ubaldo" della Chiesa di San Giovanni ad Ancona: data peraltro avvallata dai documenti romani che addirittura si spingono anche più in là, dal momento che ancora nel1635 un "Andrei Lelio" abitante in via Margotta appare citato negli elenchi dell'Accademia di San Luca: e le coincidenze sono troppe per vedere nella leggera storpiatura del cognome la possibilità che si tratti di un'altra persona. Il pittore però non compare negli Stati d'Anime di quegli anni; non è da scartare l'ipotesi che fosse fuori Roma, magari proprio ad Ascoli Piceno, dove Baglione asserisce che sia morto mentre dipingeva il ciclo di Sant'Angelo Magno. Purtroppo le ricerche fatte negli archivi di Ascoli non hanno dato alcun risultato e perciò l'interrogativo sulla morte di Lilli attende ancora una risposta.

 

Luciano Arcangeli, a cura di, "Andrea Lilli nella pittura delle Marche tra Cinquecento e Seicento", 1985, Multigrafica editrice Roma

Andrea Lilli
slide show
facebook    twitter

Login

Sign in

*
*
*
*
*

* Field is required