Messaggio

Madonna di Loreto e Santi

Stampa

lilli_madonna-loretoOlio su tela
cm 460x243
Ancona, Chiesa di San Francesco delle Scale

 

È, insieme al dipinto della Chiesa di San Giovanni Battista, l'unica pala del Lilli ad Ancona rimasta nella chiesa originaria. L'opera è una testimonianza della grande e diffusa devozione lauretana della città e degli stretti rapporti tra Ancona e Loreto.

La Madonna è assisa sulla Santa Casa, sorretta dagli Angeli e con il Bambino in braccio; alla sua destra San Giuseppe e alla sinistra S. Anna e San Francesco; il gruppo transvolante sovrasta S. Carlo Borromeo, S. Onofrio e S. Giacomo della Marca. L'enfasi con cui è sottolineata la preminenza di San Francesco è da rapportare a l'essere stata dipinta per una chiesa dei Frati Minori Conventuali.

Il processo di trasformazione del linguaggio del Lilli in senso più seicentesco e caravaggesco, già avvertibile nella pala di Apiro del 1612, si radicalizza in quest'opera che perciò va posta in un momento di poco successivo a quel dipinto. Questa evoluzione è avvertibile soprattutto nel più contrastato uso di effetti chiaroscurali, nell'acuirsi della sensibilità plastica e, per curiosa contraddizione, nella stilizzata simmetria di certe soluzioni , come la specularità quasi perfetta dei due angeli in volo sotto la casa. Il risultato è quanto mai ibrido ma, come quasi sempre nel Lilli, intrigante specie proprio per l'inaspettata eleganza da fregio neoclassico del gruppo di angeli che interrompe la gesticolante della zona superiore ed inferiore. In queste ultime va notata la consueta sovrapposizione di nitide rese caravaggesche su una base di eversivo e irriducibile manierismo, cui Lilli aggiunge un'analisi naturalistica ancor più approfondita che nelle opere precedenti, sortendo effetti grotteschi (come nel San Francesco) o addirittura repulsivi nell'impressionante figura di vecchio anacoreta in basso.

Sempre nella chiesa di San Francesco delle Scale, le fonti ricordano un dipinto di Lilli raffigurante la "Testa di San Giovanni Battista", quasi sicuramente di piccole dimensioni, che già il Ferretti non rintracciava nel 1883.

Luciano Arcangeli, a cura di, catalogo "Andrea Lilli nella pittura delle Marche tra Cinquecento e Seicento", 1985, Multigrafica editrice Roma