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Andrea Lilli Contemporaneo

Home / Dentro le opere / Pala di San Nicola da Tolentino (smembrata)
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Pala di San Nicola da Tolentino (smembrata)

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Olio su tela, Ancona Pinacoteca Civica, Provenienza chiesa di Sant'Agostino

Angeli Musicanti, cm 144x120
Busto di Cristo, cm 75x62
Testa di Santo Vescovo, cm 45x40
Veduta di Ancona, cm 64x257, firmata

 

I quattro frammenti facevano parte della pala, che ornava l'abside della Chiesa di Sant'Agostino di Ancona, raffigurante in origine la "Vergine che incorona San Nicola da Tolentino" e ricordata sia nella guida del Maggiori che dal Ricci e menzionata nell'Elenco de' Quadri ed altri oggetti di Belle Arti provenienti da soppresse Corporazioni del Regno d'Italia, conservato a Brera e risalente all'epoca napoleonica. È il Marchini ad identificare in questi frammenti, sparsi tra i magazzini del Museo e della Biblioteca comunale, i resti di una delle pale più grandi dipinte da Lilli, trovando conferma della presenza di San Nicola nel motto tenuto da uno degli angeli del frammento maggiore. È impossibile avere un'idea di come potesse apparire l'opera, date le parti superstiti veramente esigue in confronto alle dimensioni della pala (deducibili dal frammento con la Veduta di Ancona) ma si può trovare un'eco in formato ridotto di come dovesse apparire la parte superiore in una delle tavolette della serie "Storie di San Nicola da Tolentino" provenienti dalla stessa chiesa e attualmente in Pinacoteca. Si tratta in particolare della scena la "Morte di San Nicola assistito da Cristo, la Madonna e Sant'Agostino", in cui l'apparizione celeste ha gli stessi personaggi che dovevano occupare la parte alta della pala: il Cristo, che ha il suo corrispondente nel busto superstite della pala, in cui avrà naturalmente occupato la posizione più elevata; Sant'Agostino, eventualmente ravvisabile nel frammento con il Santo Vescovo (Marchini avanza l'identificazione con Sant'Ubaldo, uno dei protettori di Ancona: è comunque certo che, anche se non lo raffigura il frammento della Pinacoteca, il Santo fondatore degli Agostiniani avesse una posizione preminente nella pala per la chiesa a lui dedicata) e la Madonna, per la quale non ci è rimasto nessun frammento della grande tela, ma che sappiamo dalle fonti esservi raffigurata nell'atto di coronare San Nicola da Tolentino.
Nel frammento più grande, quello degli Angeli musicanti, si distingue il lembo di un saio nero, che potrebbe appartenere alla figura di San Nicola, data la contiguità con l'angelo che reca il motto del Santo.

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Angeli musicanti

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Busto di Cristo

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Testa di Santo Vescovo

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Veduta di Ancona

In cattivo stato di conservazione ma particolarmente suggestiva. Resa più leggibile da un recente restauro, mostra però una quantità di mancanze. Era la parte inferiore della pala del Lilli, dalle dimensioni veramente ragguardevoli come si può considerare in base alla larghezza di questo frammento e reca nella cartella dipinta sulla destra la scritta: Io[hannes] And[reas] Lílíus Anconít[anus] fecit 1597. L'ultima cifra della data, in gran parte mancante, sembra che debba interpretarsi proprio come un 7.
La veduta, benché sommaria per l'effetto da lontano, ha tuttavia un interesse documentario, a parte la sua luminosa vivacità. La condizione di frammento le conferisce una fissità arcaica, da paese trecentesco: impressione a cui contribuisce l'innaturale colorazione rosa e lilla e la semplificazione geometrica dei volumi delle case. Va però detto che di tutti questi frammenti del dipinto, esso è quello in cui il restauro ha operato più ricuciture e integrazioni.
La data riportata in basso a destra ha l'ultima cifra molto abrasa, perciò la lettura di essa come un 7 è abbastanza ipotetica. Che la data, se non quella, non ne sia però molto lontana lo dimostrano sia la coesistenza di motivi di derivazione baroccesca con spigolosità e allungamenti neogotici, che caratterizza le opere di quel decennio, sia la contiguità stilistica tra questi frammenti (specialmente del più grande) con la pala di Bagnocavallo, datata 1596.

 

Luciano Arcangeli, a cura di, catalogo "Andrea Lilli nella pittura delle Marche tra Cinquecento e Seicento", 1985, Multigrafica editrice Roma

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