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Andrea Lilli Contemporaneo

Home / Dentro le opere / Quattro Santi in estasi
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Quattro Santi in estasi

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4santi_estasi_anconaolio su tela, cm. 325x185
Ancona, Pinacoteca Civica
Provenienza chiesa di San Francesco ad Alto

 

L'opera proviene dalla chiesa anconitana di San Francesco ad Alto e faceva parte di una cappella tutta decorata dal Lilli.

I santi qui rappresentati sono Giovanni Battista, Francesco, Bernardino e Paolo. La croce inalberata dal S. Francesco, la presenza di angioli musicanti in forma di visione e l'atto di adorazione dei Santi alludono, con situazione iconografica insolita, a un "soggetto" che sta fra la rappresentazione del Crocifisso fra Santi e il Trionfo della Croce.

Il risultato è impressionante per l'impennata di spiritualità neogotica che pervade l'opera, incentrata sulla contorta figura di Francesco, che avvolge, come una fiamma fredda, la croce violentemente scorciata con effetto di paradossale e inquietante presenza.

Notevole per le sue stilizzazioni ardite, l'opera dovrebbe appartenere all'attività marchigiana dell'artista subito dopo il rientro da Roma. Infatti dimostra nella sfaldatura cromatica, in ispecie dei Santi, un'interpretazione baroccesca sul tipo di quella dei senesi Vanni e Salimbeni (di cui il Lilli fu collaboratore a Roma), cui si uniscono altri accenti di classicheggiante manierismo romano negli angioli per così dire michelangioleschi e perfino un accenno tintorettesco nello scorcio della croce (ravvisabile attraverso un più dichiarato spunto negli affreschi romani di S. Maria Maggiore), rivelando cosi l'eterogenea cultura del pittore. Il quale tuttavia raggiunge in questo caso notevole coerenza ed espressione originale nel fluttuare perenne e sospeso del ritmo, significativo d'un'estasi visionaria e decadente, che ha richiamato per aforismo però calzante il mondo del Greco.


Luciano Arcangeli, a cura di, catalogo "Andrea Lilli nella pittura delle Marche tra Cinquecento e Seicento", 1985, Multigrafica editrice Roma

La cornice originale, giacente in discrete condizioni nei depositi della Pinacoteca e distaccata dall'opera in occasione della mostra del 1985, è ora stata restaurata.

Andrea Lilli
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